Il falso accordo tra Telegram e Amazon

Amazon sta distruggendo anche l’editoria, e questo è uno dei motivi per cui sto cominciando a farne a meno

Questo non è il genere di articoli di cui mi occupo, ma è svolazzata avanti ai miei occhi, anche sul nostro canale Italia Tech News su Telegram, una notizia farlocca che mi sta facendo girare le scatole non tanto per invidia, ma perché mi fa capire di come l’editoria si sia sporcata per colpa della fame del denaro.

Questa notizia parla di un presunto accordo tra Telegram e Amazon che spiazza totalmente WhatsApp, e permetterebbe agli utenti di ottenere in tempo reale degli sconti super direttamente in un messaggio di chat. Ora spiego cosa sta accadendo, perché tra Telegram ed Amazon non c’è nessun accordo.

Per chi non lo sapesse, Amazon consente attraverso un programma di affiliazione di guadagnare una piccola percentuale di un acquisto se qualcuno esegue l’acquisto attraverso un link personalizzato. Per esempio, in passato ho fatto la recensione di una stampante Brother, e all’interno dell’articolo ho inserito i miei link di acquisto di Amazon. Se qualcuno acquista quella stampante a partire dal mio link la vendita avviene tramite Amazon, ma a me viene riconosciuta una piccola percentuale sul valore al netto, e chi acquista non ha nessun rincaro.

Fino a qui nessun problema, è a questo che serve il programma di affiliazione di Amazon.

Il problema è che qualche furbetto ha registrato un nuovo canale su Telegram dove pubblica a catena delle offerte da Amazon con il proprio link referral. Il problema è che questo canale viene pubblicizzato come ufficiale grazie ad un accordo tra Telegram ed Amazon, e grazie a quest’inganno il canale è arrivato già ad oltre 4000 follower in pochi giorni. 4000 possibili acquirenti ignari del fatto che non si tratta di un canale ufficiale di Amazon. Il problema ancora più grande è che la notizia sia partita da un giornale dedicato ad Android, sia rimbalzato su un sito di finanza e su un sito di privacy e sicurezza, fino a finire alle selezioni di Google News. Ora, io non voglio accusare direttamente con nomi o altro, basta cercare su Google

telegram accordo amazon

per poter raggiungere tutti i siti che trattano quel canale e invoglia gli utenti, ignari, ad acquistare tramite il loro link, e comunque non ci vuole un genio per risalire al proprietario di quei link (un tal D.D.).

Personalmente trovo questo tipo di pratiche totalmente scorretta e disonesta, perché per quanto quel canale non leda la privacy di nessuno e non distribuisca materiale illegale, inganna l’utente facendogli credere che il canale sia gestito direttamente da Amazon, mentre invece è gestito da individui che vogliono solo trarre guadagni facili dagli acquisti che si fanno su Amazon.

Ovviamente, dopo la consapevolezza, l’utente può decidere o meno di seguirlo ed eventualmente fare l’acquisto da quei link facendo guadagnare il proprietario, ma sia chiaro il messaggio che non esistono canali nati da un accordo tra Telegram e Amazon.

Non per tirar acqua al nostro mulino, ma se volete tenervi informati su Telegram con risorse sicure e notizie ufficiali, il nostro team collabora con InsideTelegram.

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Francesco

Fondatore e amministratore di Dummy-X dal 2007, condivido interessi, idee, progetti, e soluzioni informatiche. Non vendo prodotti, mi limito a descrivere tecnologie e a mettere a disposizione gli strumenti adatti per poter realizzare idee. Tutto ciò che scrivo è frutto della mia esperienza lavorativa e della mia voglia di imparare. Da sempre studio l'informatica in tutte le sue angolazioni (software, hardware, reti e sicurezza) e negli ultimi anni mi sono specializzato nello sviluppo di web applications. Sono sempre aperto a nuove sfide e alla ricerca e conoscenza delle nuove tecnologie.

Commenti

  1. noi lavoriamo tutti i giorni per insegnare l’utilizzo corretto di telegram alle persone e alle aziende, poi arrivano questi e si inventano fake news.
    meno male che sono gli stessi che poi scrivono nei loro blog: attenzione alle truffe.

    1. La questione è che poi succede che gli sponsor si sentono presi in giro perché sono comparsi su un contenuto non di qualità e devono pagare per fuffa, che i lettori si sentono presi in giro arrivando a pensare che i blogger sono tutti uguali, ci maledicono, e alla fine ci perdiamo tutti quanti.

      1. così come le aziende non hanno il coraggio di utilizzare questa piattaforma quando vedono che le cose vengono inventate, soprattutto quando a lanciare la notizia sono testate giornalistiche registrate presso un tribunale e non il sito del freelance oppure appassionato di tecnologia di turno.

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