Senza pubblicità non si va avanti, ma troppa fa male alla salute

Facciamo un excursus sulla pubblicità sul web, e vediamo il perché senza non si può vivere, ma mettendone troppa potremmo danneggiare la nostra immagine

troppa pubblicità

In questi giorni mi sono permesso di prendere una pausa da tutto ciò che riguarda il lavoro extra, e ho deciso di fare l’utente medio. Di argomenti da trattare e guide da scrivere ne ho a bizzeffe, difatti ho il taccuino che sta esplodendo, ma un po’ perché non ho niente voglia e un po’ perché è arrivato lo smartphone nuovo e quindi non ho fatto altro che usare quello per navigare in internet e giocare, ho svaccato tutto il tempo sul divano/letto per fare ciò che tutti i fruitori di contenuti (utenti) fanno. Le cose che ho notato mi hanno in parte meravigliato, e in parte angosciato.

Se proviamo ad immergerci nei panni di un utente medio, e per utente medio intendo colui che non scrive nel suo bel blog e non sviluppa il suo bel gioco per Android, ma solo colui che cerca guide e gossip su Google, e gioca a Candy Crush per battere la nonna che detiene il record tra i vostri amici su Facebook, possiamo notare che tutti coloro che riempiono il web di contenuti, lo fanno solo per soldi. Difatti, se provate a cercare qualsiasi cosa su Google, arriverete sicuramente su un sito che spiattella pubblicità a destra e a sinistra, a volte rendendo illegibile il contenuto soprattutto su mobile. Ma il problema non si sofferma solo sui siti internet, anche i giochi e le app sul Play Store (non ho mai visto un’app su iOS) pululano di pubblicità, a volte rendendo più difficile il gameplay.

Ma non è finita qui.

Si, perché finché la cosa si ferma “ai grandi blog”, diciamo che va pure bene, ma purtroppo ci sono anche i “piccoli blog” che per guadagnare scrivono articoli con grandi titoli, ma senza utili contenuti, e all’interno di ogni articolo ritroviamo altrettanta pubblicità e link per acquistare articoli su Amazon, facendo guadagnare ulteriormente lo scrittore.

Ricapitolando

Tutti scrivono sempre le stesse cose copiandosi l’uno con l’altro, scrivendo titoli da invito alla lettura ma senza nessun contenuto interessante, ed in più rendendo la lettura infastidita da tutta la pubblicità del mondo.

Quindi abbiamo da una parte uno scrittore che cerca di guadagnare fino all’ultimo centesimo per ogni singolo articolo che scrive, e dall’altra un lettore che o va via dal sito, oppure utilizza software come Ad-Block che gli permette di nascondere tutta la pubblicità a prescindere.

schiaffi gif

E allora, cosa bisognerebbe fare?

La pubblicità è l’anima dei contenuti, permette di dare un guadagno a chi genera contenuti che vengono messi a disposizione gratuitamente all’utente. In pratica, l’utente si assorbe un po’ di pubblicità ma intanto usufruisce gratuitamente dei contenuti del sito. Ma il buonsenso dice che di pubblicità deve essercene poca, non devono aprirsi popup a ripetizione come provenissero da un fucile di Rambo, anche perché in tanti non se ne rendono conto ma la navigazione da mobile diventa veramente impossibile.

D’altro canto, però, l’utente dovrebbe disinstallare l’uso di software come Ad-Block e scegliere di allontanarsi dai siti che ammazzano lo schermo dalla troppa pubblicità, così da indirizzare lo scrittore a toglierne un po’ per non far morire il proprio sito.

Personalmente non sono d’accordo con chi dice che internet è gratuito e quindi nessuno deve guadagnare per quello che mette a disposizione a tutti, perché con le pubblicità vivono stazioni radio, canali televisivi, giornali. In tanti ci fanno anche dei film, per cui non vedo perché il lavoro di chi scrive sul web non debba essere, seppur minimamente, retribuito da una fonte che non sia la tasca dell’utente stesso.

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Francesco

Fondatore e amministratore di Dummy-X dal 2007, condivido interessi, idee, progetti, e soluzioni informatiche. Non vendo prodotti, mi limito a descrivere tecnologie e a mettere a disposizione gli strumenti adatti per poter realizzare idee. Tutto ciò che scrivo è frutto della mia esperienza lavorativa e della mia voglia di imparare. Da sempre studio l'informatica in tutte le sue angolazioni (software, hardware, reti e sicurezza) e negli ultimi anni mi sono specializzato nello sviluppo di web applications. Sono sempre aperto a nuove sfide e alla ricerca e conoscenza delle nuove tecnologie.
 

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