Cosa ne penso di Brave browser

Il mio punto di vista su questo progetto pretenzioso e perché mi oppongo

Negli ultimi giorni mi è saltato all’occhio una nuova moda, che in realtà già conoscevo da qualche anno, ma che pare stia dilagando solo negli ultimi tempi. In particolare, parliamo del browser Brave, e di come stia affrontando il mercato promettendo sogni, denaro e un internet più pulito.

Brave è un software open-source che si basa su Chromium, creato da Brendan Eich, lo stesso che ha creato JavaScript, il co-fondatore di Mozilla, non uno qualunque insomma. Questo browser nasce da un’idea di fondo sensibile e giusta, cioé quella di alleggerire tutte le pagine web permettendo solo alle pubblicità più leggere di essere visualizzate, permettendo un lieto guadagno sia a chi gestisce un particolare sito web, sia a chi quel sito web lo sta navigando, l’utente. Praticamente verrei pagato semplicemente per navigare in internet.

Praticamente al publisher che decide di investire in pubblicità nel circuito Brave, viene garantita l’affidabilità dell’investimento in quanto il guadagno viene distribuito al creator e all’user finale. Il tutto viene distribuito utilizzando il BAT (Basic Attention Token), la criptovaluta utilizzata dal portafoglio integrato nel browser stesso. Tutto bello, fantastico, peccato che ci siano dei punti che non riesco a comprendere:

  • Tutte le pubblicità da tutti i siti internet, che non appartengono al circuito Brave, non vengono più visualizzate. Quindi chi ha un sito internet è obbligato ad aderire al loro programma di publishing e ad utilizzare il BAT. Se non ci si adegua a questa procedura tutti gli introiti scendono clamorosamente a zero, e sappiamo cosa accade quando un sito non remunera più, ce ne siamo accorti con i vari AdBlocker.
  • I guadagni di un sito internet sono a discrezione dell’utente. È vero che ogni utente ha la possibilità di auto-distribuire una somma di cripto automaticamente ai siti che visualizza, ma l’opzione è disattivabile. Sarebbe come andare dal giornalaio, prendere una decina di giornali e decidere se volerli pagare e quanto pagarli.
  • Per il momento non esiste alcun circuito di annunci pubblicitari, tutto è in Coming soon. E fino a quel momento i creator cosa fanno? Vuol dire che finché il team di Brave non si decide ad abilitarlo, l’unica cosa che il browser offre è la possibilità di distribuire tutti i tuoi contenuti senza farti riconoscere un solo misero centesimo. Praticamente loro hanno deciso che ogni blogger deve lavorare gratis, oppure adeguarsi alle regole che loro hanno scritto e che nessuno gli ha chiesto.
  • Oltre agli annunci pubblicitari, Brave è anche in grado di rendere invisibile la tua visita a Google Analytics. Questo significa che oltre ad eliminare i tuoi introiti pubblicitari, elimina anche la possibilità di avere un’unità di misura che puoi utilizzare per vendere spazi sul tuo sito. Oltre al fatto che non puoi più fare statistiche per ottimizzare il tuo sito per rendere la navigazione più agevole ai tuoi utenti.

Come funziona Brave, nel tecnico

L’AdBlock di Brave funziona meglio dei più famosi AdBlocker che già conosciamo, del resto a crearlo è stato il creatore di JavaScript. Brave non sopprime gli script che visualizzano i banner, anzi, li carica. Semplicemente non esegue il codice javascript che proviene da domini differenti dal sito che stiamo visualizzando. Ciò significa che se uno script è caricato in locale dallo stesso dominio, questo viene eseguito, altrimenti non lo vedremo mai. Quindi, anche BlockAdBlock non funzionerà.

Perché ho deciso di oppormi?

Io sono a favore di un internet più pulito. Anche a me infastidisce entrare in un sito e vedere decine di pop-up e pop-under, pubblicità in ogni dove e una navigazione difficoltosa, ma semplicemente se trovo la navigazione sgradevole semplicemente non vado più su quel sito. Se voglio andare al cinema e il biglietto per una proiezione per me costa troppo, semplicemente non ci vado. Se ci entrassi di nascosto per non pagare rischierei di essere accusato penalmente. Se l’utente trovasse sgradevole le pubblicità che noi inseriamo sulle nostre pagine preferiremmo che l’utente stesso non torni più a leggerci, piuttosto che farlo restare a leggerci senza farci retribuire dalla sua visita.

Come allontanare chi utilizza il browser Brave dal proprio sito

Con poche righe di codice è possibile bloccare chi usufruisce del nostro sito utilizzando questo Browser. Basta inserire nel tag <head> questo codice

Il seguente codice crea problemi con l’indicizzazione di Google, lo lascio solo per motivi di studio MA sconsigliamo di utilizzarlo, come indicato nella comunicazione sul nostro canale Telegram.

	<script>
		window.onload = function () {
			if (detect_brave_browser()) {
				window.location.href = 'https://telegra.ph/Abbiamo-rilevato-luso-del-browser-Brave-04-24';
			}
		};
		
		function detect_brave_browser() {
			  // initial assertions
				const ua = window.navigator.userAgent.toLowerCase();
				const isChrome = /chrome|crios/.test(ua) &amp;&amp; ! /edge|opr\//.test(ua)
				const isBrave = isChrome &amp;&amp; window.navigator.plugins.length === 0 &amp;&amp; window.navigator.mimeTypes.length === 0;
				
				return isBrave;
			}
	</script>

La riga 4 (evidenziata) mostra l’azione che viene eseguita nel caso venga riconosciuto Brave come browser in uso. Io ho eseguito un redirect su una pagina che descrive il motivo dell’allontanamento, ma voi potete fargli fare quello che vi pare.

Sia chiaro che questo codice non è stato scritto di nostro pugno, ma è stato modellato con vari spezzoni trovati in giro per il web.

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Francesco

Fondatore e amministratore di Dummy-X dal 2007, condivido interessi, idee, progetti, e soluzioni informatiche. Non vendo prodotti, mi limito a descrivere tecnologie e a mettere a disposizione gli strumenti adatti per poter realizzare idee. Tutto ciò che scrivo è frutto della mia esperienza lavorativa e della mia voglia di imparare. Da sempre studio l'informatica in tutte le sue angolazioni (software, hardware, reti e sicurezza) e negli ultimi anni mi sono specializzato nello sviluppo di web applications. Sono sempre aperto a nuove sfide e alla ricerca e conoscenza delle nuove tecnologie.
 

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